domenica 12 dicembre 2010

sabato 27 novembre 2010



ITALIA OGGI
POESIA FUTURISTA 

Bingo bongo
stumf stumf stunf
bunga bunga
stumfete stunfete stumfete

ah... ah... ah... ah... ah... ah... ah...

sgrunf sgrunf sgrunf
gnocc gnocc gnocc
gnocchete gnocchete gnocchete
slurp slurp slurp slurp

sniff snif sniff sniffete
blablablablablabla
alìbabà alibabà alibabà
eja eja alalà eja eja alalà

sgraffete sgraffete sgraffete
cricchete cricchete cricchete
grattagrattagrattagratta
aaarg aaarggg aaarrggggg

plunfete plunfete plunfete
uuuuaaaaa uuuuaaaaa
PLUNF

WAARRGHHH

BOOOOMMMMMM

…...............................



sabato 20 novembre 2010

BERLUSCONI VA SPESSO A NAPOLI, PERCHE' GLI HANNO RIFERITO CHE DOVE C'E' LA MONNEZZA CI SONO LE ZOCCOLE. VA A FARE I PROVINI
SCUSATE IL RITARDO

A Silvio di di Jack Leopards

sabato 31 luglio 2010

Cuando Caliendo è sol


Los Marcellos Dell'Utros
liberamente ispirato a “Cuando calienta el sol”
(Los Marcellos Ferial)


Cuando Caliendo è sol, en la postrera playa
siento el gobierno temblar como una hoja…..
es tu pidielle, es tu lega, es tu pi-très
son tus pesos, me enojaro oh, oh, oh!

Quando Caliendo è sol, chi se non Zaia
sente Dell'Utri tremar come Verdini
e Lombardi e Martino e Carboni
la pi-tre che straripa, oh, oh, oh!

Quando Caliendo è sol, il boss della cricca
sente la fine arrivar con le manette
il suo balbettar, la sua faccia, la paura
i suoi servi...mi consolo oh, oh, oh!

Quando Caliendo è sol
....................................

martedì 6 luglio 2010

OMERTA' DI CRICCASTA
(cricca + casta)
Renato Brunetta: "Conosco Aldo Brancher. E' una bravissima persona, un grande lavoratore, un bravissimo parlamentare e ministro. Non posso che dire bene di lui. Su Brancher c'è stato un accanimento strumentale anche se ci sono state probabilmente delle imperfezioni dal punto di vista formale"
E i lunghi soggiorni di Brancher nelle patrie galere? Non sarà un eroe anche lui come Mangano? Sarà questa la meritocrazia che intende Brunetta?

lunedì 5 luglio 2010

VENERDI' 2 LUGLIO A CORDENONS: GRANDE SERATA CON MARCO TRAVAGLIO.
Travaglio sostiene che il regime sta crollando e che non c'è più bisogno di intercettare i "gerarchi", perchè si sputtanano da soli, come Scajola, Brancher, Anemome, Bertolaso...Essendo coscienti di questo i gerarchi stanno arraffando tutto quello che possono, come gli svaligiatori quando sentono la sirena della polizia. Se ci fosse, dall'altra parte un'alternativa credibile...il crollo sarebbe più rapido.Sarà! Intanto ci godiamo questo ignobile spettacolo degli arraffatori leghisti, piduisti, fascisti che stanno scippando le tredicesime, le pensioni, i salari e gli stipendi dei lavoratori, le indennità dei VERI invalidi... 
POVERA ITALIA!

domenica 4 luglio 2010

PADANIA LADRONA E VIOLENTA
PIZZICATI CON LE MANI NEL SACCO (PRESENTAZIONE DI LISTE CON FIRME FALSE E MALAMENTE CONTRAFFATTE) NON SANNO FAR ALTRO CHE MINACCIARE!!!


CARTELLONE AL CORTEO LEGHISTA DI TORINO

domenica 30 maggio 2010

UNA GENIALE INVENZIONE DEL GRANDE MARCO TONUS


La bandiera esposta alla finestra del ministro La Russa
COSI' VANNO LE COSE IN ITALIA, OGGI.
E DOMANI?

domenica 23 maggio 2010

A PROPOSITO DELLA STANGATA

CONDONO...

Testo di Caltagirone – Musica di Tremonti
Casa Abusiva Discografica "Calce e fratello"...


Condono, condono, condono
mi aspetto ancora da te.

Dicevi le cose che dici ora,
avevi gli stessi scopi che ho anch' io;
mi avevi condonato
ed io mi son trovato
a un tratto già salvato da te.

Condono, condono, condono,
ora voto più ancora per te.
Condono, condono, condono
la legge l'hai fatta per me.

A volte l'abusivo non crede più
ma poi all'improvviso arrivi tu…

Condono, condono, condono,
ora voto più ancora per te.
Condono, condono, condono
la legge l'hai fatta per me.

Di notte è molto strano,
costruire un altro vano
ti serve quel solaio che non hai…

Condono, condono, condono
ora voto più ancora per te
condono, condono, condono
la legge l'hai fatta per me.

lunedì 17 maggio 2010


ALTRI MORTI...FINO A QUANDO?
ANEMONE E CORE

Testo e musica di Scajola/Bertolaso
Casa discografica abusiva “La cricca”

Nuje ca vulimmo case e milioni,
nun ce facimmo mai scupri’?
Cunte ca firme nun ne vonno
‘e chi so’ sti cunte, oje ne’!
Pure, tu mme paghi cu ‘n’assegno
pe’ fa’ dispietto a mme…

Tenimmoce accussì Anemone e core
mo c’accattammo pure ‘nata casa,
‘nu trilocale ca tu me ristrutturi,
‘o pavo cu te, sempre cu te, senza firma’.

Che ce dicimmo a ffa’ parole avare,
si ‘a casa ma vuoi da’ pe’ quattro lire?
Si smanie pure tu po’ Colosseo
Tenimmoce accussì Anemone e core!

Forse sarà ca ‘a casa è doce,
forse sarà ca costa poco…
Vurrìa nun averti cchiù fra i piedi,
chesta è ‘a verità.
Specie si ‘e vvote tu mme chiedi
l’appalto d’a sanità…

St’appartamento a mme me piace assai,
‘o pavo cu’ te, sempre cu’ te, e tu ‘o ssai.
Che appalti e che contratti vuoi avere,
si ‘o cunto po’ aumentà ch’è ‘nu piacere?
Nuje simmo d’o partito dell’ammore
tenimmoce accussì Anemone ‘e core
tenimmoce accussì Anemone ‘e core…

venerdì 14 maggio 2010


Oggi in piazza a Cordenons (PN) grande successo della raccolta di firme per l'acqua pubblica. Il banchetto è stato impegnato incessantemente dalle nove alle dodici. Si replica venerdì 14 in piazza. Domenica 16 davanti alle chiese del Pasch e di Villa d'Arco. Domenica 23 davanti alle chiese di Sclavons e della piazza.

mercoledì 5 maggio 2010


FAVOLA ZEN
C'era una volta un ministro, un certo Scajola, che nel 2002 impose la tratta aerea Albenga (sua residenza) -Fiumicino, per poter comodamente recarsi a Roma per svolgere il proprio ruolo al Ministero. Poco dopo fu costretto a dimettersi per lo scandalo provocato da una sua incauta "esternazione": aveva definito "Un rompicoglioni" l'economista Biagi, perchè insisteva per una protezione a seguito delle minacce dei terroristi. Biagi, senza protezione, fu ucciso dalle BR. A seguito delle dimissioni di Scajola,  la tratta aerea Albenga/Fiumicino venne soppressa, anche perchè è pochissimo utilizzata e fa aumentare ulteriormente i debiti dell'Alitalia. Dopo un po' di limbo, Scajola torna al governo, nominato in altro ministero. La tratta aerea venne ripristinata. Anno 2006. Prodi, vincitore delle elezioni, sopprime la tratta aerea. Anno 2008. Berlusconi, vincitore delle elezioni, ripristina la tratta. Ma allora 'sta tratta serve solo a Scajola!? Quanti debiti ha prodotto? E quanto costa ai cittadini italiani?

domenica 2 maggio 2010

VOLANO GLI STRACCI NEL POPOLO DELLA LIBERTÀ


"I contratti più importanti della Rai vanno a Silvio Berlusconi e ai suoi figli, proprietari della Endemol. Ma non lo trovo scandaloso: la Endemol è una grande società che fa produzione, ricchezza e audience". Così ha affermato Italo Bocchino, vice presidente 'finiano' del gruppo Pdl alla Camera, accusato dal “Giornale” (di Berlusconi) per il contratto di produzione assegnato dalla Rai a sua moglie.
All'"onorevole” Bocchino non  è mai venuto il sospetto che la Edemol sia una grande società perché è della famiglia Berlusconi e che, proprio per questo e non per altri meriti, “fa produzione, ricchezza e audience”? Nooo? Ma che verginella, ‘sto Bocchino! E perchè il “Giornale” non ha mai denunciato l’affare e lo fa solo oggi per colpire i finiani nel PdL? Allora prima era tutto lecito? Della serie: se taci a e stai buono diventa tutto regolare...aumma, aumma.
UDINE - 1° MAGGIO
SFILANO I MORTI SUL LAVORO

a cura del fotografo Angelico Benvenuto

venerdì 30 aprile 2010

Giovedì 29 aprile - Aula consiliare del comune di Cordenons
Se anche tu sostieni gli operai della Vinyls di Porto Torres nella loro battaglia per il posto di lavoro partecipa e divulga queso evento!

FATTI UNA FOTO INSIEME AL POSTER E INVIALA A: isoladeicassintegrati@yahoo.it
Le pubblicheremo nel nostro blog e le migliori verranno appese nelle celle del carcere dell'Asinara per la festa del 1 di Maggio.
Partecipare è semplicissimo:
1 - STAMPALO
Scarica e stampa il poster in un normale foglio A4:
(http://www.isoladeicassintegrati.com/wp-content/uploads/2010/04/POSTER_DEI_CASSINTEGRATI.doc)
2 - APPENDILO
...nel tuo ufficio, fabbrica, università, scuola, bar, negozio, o in un qualsiasi luogo pubblico e frequentato, dove possa essere visto.
4 - FOTOGRAFALO!
Fatti una foto insieme al poster e inviacela a
isoladeicassintegrati@yahoo.it

IMPORTANTE: SCRIVETE DA DOVE CI STATE INVIANDO LA FOTO!!!

martedì 27 aprile 2010

DEVI AUGURARTI CHE LA STRADA SIA LUNGA Incontro con Fausto Bertinotti Mercoledì 5 maggio alle 20.30 ad Azzano Decimo;


ITALIA SI, ITALIA NO. Incontro con Ernesto Galli della Loggia Venerdì 14 maggio alle 20.30 a Pordenone;

PROFESSIONE GIORNALISTA Incontro con il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro Venerdì 21 maggio alle 20.30 a Casarsa della Delizia;

MADRE TERESA. LA NOTTE DELLA FEDE Incontro con Renato Farina Sabato 22 maggio alle 18.00 a Vivaro;

L'OSCAR DELL'ECONOMIA Incontro con il giornalista-economista Oscar Giannino Sabato 29 maggio alle 18,00 a Pasiano di Pordenone;

DAL MURO AL CRAC: VENT'ANNI DI RELAZIONI EURO-AMERICANE Incontro con Sergio Romano Domenica 30 maggio alle 11.00 a Sacile.

ECCO ALCUNI DEGLI INCONTRI ORGANIZZATI NELL'AMBITO DI "PN PENSA". AD ALCUNI AVREI INTENZIONE DI ANDARCI PER RIVOLGERE QUALCHE DOMANDINA PICCANTE...SE AVETE ARGOMENTI DA SUGGERIRE...SARO' LIETO DI UTILIZZARLI PER DOMANDE "VELENOSE"...

lunedì 19 aprile 2010

SONO COME BAMBINI, FANNO PAURA AI BAMBINI, HANNO PAURA DEI BAMBINI






Al Presidente del Consiglio Comunale

di Cordenons
Vampa Franco

Al Sindaco del Comune di Cordenons
Mucignat Carlo


I sottoscritti consiglieri comunali presentano il seguente

Ordine del Giorno


PREMESSO che da un po’ di tempo assistiamo ad iniziative di alcuni sindaci che penalizzano in maniera particolare bambine e bambini: esclusi dalla mensa a Montecchio Maggiore e ad Adro per la morosità dei genitori; esclusi dall’accompagnamento ad Angolo Terme; esclusi dai fondi per le cure dentarie ed oculistiche a Brignano d’Adda…
CONSIDERATO che in molti di questi casi l’esclusione dei bambini viene utilizzata come strumento per costringere i genitori a regolarizzare il pagamento delle rette o dei buoni pasto per usufruire del servizio mensa.
PRESO ATTO della generosa iniziativa di un cittadino del comune di Adro che, anonimamente, ha versato gli arretrati/mensa dei bambini, indirizzando una toccante lettera (allegata) ai giornali
RICHIAMATA la convinta adesione dell’Italia alla Convenzione Internazionale dei diritti delle bambine e dei bambini, già approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 e ratificata con Legge n. 176 del 27 maggio 1991

I firmatari del seguente OdG,

PUR RIBADENDO giusta e doverosa, per qualsiasi Amministrazione, la scelta di attivare procedure per favorire un puntuale e corretto pagamento, da parte dei cittadini, dei servizi erogati

RITENGONO

Indegno di un paese civile l’utilizzo dei bambini come “ostaggio”
doveroso, per le Amministrazioni, verificare le cause della “morosità” ed intervenire per sostenere le famiglie dei bambini, con tutti gli strumenti a disposizione, nei casi di accertato, reale ed incontestabile disagio economico e sociale
che i comportamenti delle suddette Amministrazioni comunali nei confronti dei bambini si configurano come aperta e chiara violazione della Convenzione, dei suoi principi generali e in particolar modo degli articoli 2, 3, 4, 6, 18, 24, 25, 26, 27, 28, 29 (in allegato).

I sottoscritti consiglieri invitano pertanto il Sindaco e la Giunta a rassicurare i cittadini di Cordenons:
- garantendo che in questa città i diritti delle bambine e dei bambini sanciti dalla Convenzione sono e saranno rispettati
- impiegando sforzi, intelligenze e risorse affinché la politica, quella vera, quella nobile, si mobiliti per combattere la povertà e non i poveri come invece fanno i sindaci dei comuni citati
- stimolando ed attivando anche forme di volontariato per sostenere i costi dei servizi essenziali dei bambini che hanno famiglie in difficoltà

Infine i sottoscritti invitano l’Amministrazione comunale ad inviare copia del seguente OdG alle Dirigenze scolastiche delle scuole cittadine (e per conoscenza al personale tutto e ai relativi Consigli d’Istituto), alle organizzazioni e alle figure istituzionali che si occupano della difesa dei diritti dell’infanzia (Comitato provinciale Unicef, Comitato territoriale di Telefono Azzurro (Ud), Tutore dei minori della Regione) e alle Segreterie provinciali dei sindacati scuola (Flc Cgil, Cisl, Uil) affinché vigilino e stigmatizzino tutti i comportamenti che offendono la dignità dei bambini e degli adulti.



Cordenons, 19 aprile 2010

I Consiglieri

Sorrentino Natale
Romanin Sandro
Mozzon Luigi
Ceschin Emanuele

domenica 18 aprile 2010


MEGLIO UN GIORNO DA SAVIANO  E DA GINO STRADA CHE CENTO DA BERLUSCONI

giovedì 15 aprile 2010

Utilizzare i bambini come "ostaggio", negandogli la mensa, per costringere i genitori a pagare la retta, è ignobile. E nel caso in cui i genitori non ce la fanno a pagare, a causa della perdita del posto di lavoro? Tutto questo avviene nel totale disprezzo delle più elementari regole di "umanità" e delle Dichiarazione Universale dei diritti dei bambini, complice una società ormai anestetizzata ed incapace di slanci di solidarietà e di umanità. Vince e trionfa, purtroppo, la disumanità. Propongo agli "umani" questa iniziativa: "ADOTTA LA MENSA PER UN BAMBINO CON LA FAMIGLIA IN DIFFICOLTA'", perchè anche vicino a noi ci sono situazioni di grave disagio economico e sociale. Ovviamente faccio la mia parte nel mio comune di residenza, Cordenons.
ATTENZIONE, PRETI!

domenica 11 aprile 2010

PER QUESTA VIGNETTA  DI SERGIO STAINO, PUBBLICATA SULL'UNITA' DI OGGI, I DIRIGENTI DEL PDL STANNO FACENDO UN CASINO, PROPRIO GLI STESSI CHE NON SI SCANDALIZZANO MANCO UN PO' PER LE VERGOGNOSE LEGGI CHE APPROVANO PER SALVARE IL CULO AL KAPO, PER GLI IGNOBILI ARTICOLI SCRITTI DAI GIORNALI DELLA FAMIGLIA DEL KAPO, PER LE IGNOBILI AZIONI MESSE IN ATTO DAI LORO ALLEATI DI GOVERNO, PER LE IGNOBILI INIZIATIVE DI SINDACI LEGHISTI CHE NEGANO LA MENSA AI BAMBINI PERCHE' I GENITORI NON HANNO PAGATO....
A SERGIO STAINO TUTTA LA MIA STIMA

venerdì 9 aprile 2010

RIDARE AI RAGAZZI DE L'AQUILA LE NICCHIETTE



"Uno o due euro a testa li possiamo dare tutti. Se passa il messaggio anche su facebook....Hai voglia! Non si possono rubare anche i sogni e gli amori ai ragazzi".

conto corrente: CARISPAQ IBAN IT65K0604003601000000155820
causale: Comune de L'Aquila emergenza terremoto LE NICCHIETTE

"Caro Direttore
qualche giorno fa hai parlato, sul tuo quotidiano, della scalinata barocca di San Bernardino.
In ogni città, ad un tratto, dei luoghi vengono scelti e divengono un punto di aggregazione nel quale si riconosce la comunità o una parte di essa. All'improvviso, anni fa, questa scalinata è diventata il luogo dei giovanissimi: "le nicchiette", la chiamano loro. Le nicchiette erano il muretto dove nasceva la comitiva, l'amicizia, quella che poi ti accompagna e ti scalda per tutta la vita. Era il posto dei primi amori, il luogo indimenticabile del primo bacio. Lì i ragazzi iniziavano a sentirsi parte della loro città. Guai se un adulto scendeva dalle scale: eravamo costretti a percorsi alternativi. E' successo a me: vivere la tenerezza di vedere per la prima volta tuo figlio mano nella mano con una ragazzina, che arrossisce e finge di non vederti.
Oggi i giovani aquilani hanno solo un centro commerciale dove incontrarsi e chiedono disperatamente di riavere i loro spazi.
Stiamo facendo di tutto. Stiamo riaprendo il parco del castello cinquecentesco e abbiamo riaperto la strada che porta fino alle "nicchiette". E' una lotta contro il tempo, ma siamo determinati: dobbiamo restituire ai ragazzi di 14 / 18 anni il loro posto. E' questo il senso della parola "nicchiette" che, in realtà, sono grandi edicole monumentali. La nicchia: il rifugio. La ricostruzione della città, per i nostri ragazzi, passa proprio, , dalla restituzione di questa scalinata".

Lettera di Massimo Cialente, Sindaco de L'Aquila, a Concita De Gregorio, direttrice de l'Unità

domenica 28 marzo 2010

BASTA CON LE INIZIATIVE DISUMANE E FASCISTE!
DOBBIAMO REAGIRE CON FERMEZZA
Sul Gazzettino del 28, domenica delle palme, leggo di un ulteriore accanimento leghista nei confronti degli ambulatori per stranieri. All'ipotesi che il comune di Pordenone possa concedere una sede per l'ambulatorio, i leghisti pordenonesi hanno minacciato di presidiare il locale, per denunciare i clandestini. Bene. Ritengo che la misura sia colma. Si tratta degli stessi individui che un paio di mesi fa si stracciavano le vesti, in modo strumentale, per il crocifisso, quel crocifisso simbolo di riscatto per gli "ultimi", i poveri, gli emarginati, i malati, le prostitute, perchè per loro è il regno dei cieli, perchè incolpevolmente vengono crocifissi tutti i giorni da fame, sete, miseria, malattie, guerre, epidemie. Più modestamente vorrei battermi per un regno della terra meno duro e ostile per questi nostri sfortunati fratelli, anche perchè tutelare la loro salute serve a tutelare la salute di tutti. Dobbiamo reagire...non possiamo continuare a fare "accademia" o "filosofia" di fronte ad atteggiamenti così disumani. La lega, tentando di accreditare una parvenza di legalità alla "minaccia", ha dichiarato che la clandestinità è un reato...quindi è giusto intervenire. Vorrei ricordare a costoro che sono reati anche l'evasione fiscale, l'esportazione clandestina di capitali e la costruzione abusiva di case. Eppure per questi "clandestini" la Lega ha votato una serie di leggi buoniste che prevedono condoni e uno Scudo Fiscale che garantisce l'anonimato (la clandestinità) agli evasori, a danno dei contribuenti onesti e, proprio per questo, ancora più tartassati. Allora sarebbe giusto introdurre per i disperati della terra uno Scudo Sanitario che garantisca loro le cure necessarie. Pertanto invito i cittadini democratici e tutti coloro che non hanno smarrito il senso della solidarietà e dell'accoglienza a impedire quest'ennesimo atto di violenza nei confronti di chi è già vittima di tante violenze storiche, economiche, sociali e politiche. Invito le organizzazioni democratiche, i partiti di centrosinistra e di sinistra a mettere a disposizione le proprie sedi per l'ambulatorio. Invito i sindacati, le associazioni di volontariato, i medici, privati cittadini a fare altrettanto...Inondiamo i giornali locali con centinaia di proposte di disponibilità. Attendo fiducioso tante adesioni.
Intanto metto a disposizione la mia abitazione.

domenica 21 marzo 2010

QUESTO COMUNICATO STA A DIMOSTRARE CHE IL REGIME E' AL TRAMONTO. ERA ORA.



Alla cortese attenzione delle testate giornalistiche e degli organi di stampa
COMUNICATO STAMPA DEL 21 MARZO 2010
Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di Polizia

Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri. Maccari (COISP): “Questo Governo è una farsa senza precedenti… non perde tempo per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!”
Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…). Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.
“Caro Presidente Berlusconi – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – ci giunge voce, e non è solo una voce, che il suo coordinatore nazionale abbia inviato una lettera ai delegati abruzzesi per “intimargli” di raggiungere il numero di cinquanta pullman per Roma. Sa cosa significa questo politicamente? Significa che quella piazza la volevano in pochi, significa caro Presidente, che i primi a mettere in pericolo la gestione dell’ordine pubblico sono stati i suoi uomini intimando alla gente di partecipare. Questo Governo è la farsa di se stesso – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non una parola da quel palco è stata pronunciata in favore delle Forze dell’Ordine, non un provvedimento è stato annunciato sulla sicurezza nelle città. Eppure c’erano candidati alle presidenze di regioni “ad alto rischio” come la Calabria, che hanno fatto la parte dei servi sciocchi, cantando la canzone che il padrone aveva ordinato loro di cantare. Presidente il vero coma etilico è quello in cui Lei tenta di mandare questo Paese ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.

sabato 20 marzo 2010

Jack Leopard's

A SILVIO

Silvio, il membro ancora,
quel lembo della tua vita maiala,
quando Saccà assumeva
le cocche tue ridenti e fuggitive,
e tu, lieto e smanioso, il pettorale
di gioventù assalivi?

Stonavan le liete
ganze e le veline, intorno
al tuo perpetuo conto,
allor che all’opa femminile intento
godevi, assai contento
di quel valido venir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu volevi
così menare di giorno.

Io negli studi mediaset,
talor lisciando le lodate sarte,
ove nel video mio primo
di me si vedea la miglior parte,
con su i ceroni e ‘l papi capello,
prendea gli orecchini al suon della tua voce
con la man veloce
che percorrea la generosa sega.

Mirava, uccel sereno,
le veline maggiorate e alte,
e quindici d’amar e fuggi, e quindici da monta.
Lingua mortal non dice
quel che tu sentivi pe’l seno.
Che pensierini soavi,
che pietanze, che ori, o Silvio mio!

Quale allor ti appetìa
La vita, ‘l petto e ‘l Bi lato!
Or cotanto un tubetto spremi,
un vasetto di creme
aperto e consumato,
e tornati a doler di tua giuntura.

O maturo, o maturo,
perché non mantieni
quel che promettesti allor? Perché di tanto
inganni gli elettori tuoi?

Tu, pria che l’urna mutasse il vento,
Da lotte intestine combattuto e vinto
Scleravi, o vecchierello. E non credevi
al flop degli aenne suoi;
non ti addolciva il core
la dolce lode or delle folte chiome,
or de’ Bondi innamorati e schiavi;
né teco la compagine più gestivi
del partito dell’amore.

Anche Fini si fa gioco
della baldanza tua forte: gli aenne suoi
Anche negaro i voti:
Una schifezza. Ahi come,
come passato sei,
Popolo delle Libertà tue nuove,
tuo disgraziato seme!

Questo è il fondo? Questi
I difetti, il rancor, l’orde, i dementi,
onde cotanto fondammo insieme?
Questa la sorte del pidielle?
All’apparir del vero
Tu, misero, cadesti: e con la mano
Un’incerta croce sul simbolo ignudo
Tracciavi piano piano.

venerdì 12 marzo 2010

UNA SPECIE DI INNO PER LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 13 A PORDENONE


NON E’ UN CAVILLO
Testo e musica di Milioni e Polese – Edizioni Panini

Mi aiutò
a togliermi la sacca
mi scroccò
un panino nella bocca
mentre la lista stringevo
sul mio cuor
quando d’un tratto mi disse
è già l’or…

Che finimondo
Per un panino tondo
Spalmato di calvè.
Dopo magnato
il termine è scaduto
è l’una e trentatré.

Gli dissi Polesi
Per la tua maionese
Vedrai che can can
Ma lui rispose
Non credo a queste cose
Perché Lui sa che far.

Da un giudice
La lista han poi portato
E lui
Dopo averla controllata
Un verdetto ha emanato
In cui diceva:
“Dichiaro così:
Non è un cavillo
le liste sono nulle
accettarle non si può
si può sbagliare
ritardando di due ore
per la golosità”.

Gli dissi: “Silvio,
Ti giuro sul mio onore
Non ti saprei tradir”.
Ma lui ripete:
“Faremo un bel decreto
Così li fregherò”

Al Tribunale
La lista hanno portato
Che poi
Dopo aver verificato
La sentenza ha pronunciato
In cui diceva:
“Dichiaro così:
Non è un cavillo
La lista è assai fasulla
In ritardo non si può,
può capitare
mangiando per due ore
panini con frappè
panini con frappè”.







Tempestosamente, come aveva vissuto, il 5 marzo 2010 si e’ spenta la

DEMOCRAZIA ITALIANA


Colpita alle spalle da un decreto pidielle, mentre era LEGAta e già agonizzante per i continui attacchi inferti dall’arroganza del potere alla sua robusta COSTITUZIONE

Ne danno il triste annuncio gli italiani onesti

che rispettano le leggi senza “interpretarle”, che non vogliono né pasticci, né imbrogli, che non truccano le regole, che non hanno bisogno di condoni e di scudi fiscali, che combattono la criminalità e credono in un paese migliore in cui valgono il merito e non la parentela o l’appartenenza alla cricca

NON FIORI MA AZIONI DI RESISTENZA



SABATO 13 – ORE 17.30/18.30 – PIAZZA XX SETTEMBRE (Pn) - ANGOLO BANCA FRIULADRIA - PORTA UNA COPIA DELLA COSTITUZIONE

mercoledì 10 marzo 2010


SABATO 13 - ORE 17.30/18.30
PORDENONE - PIAZZA XX SETTEMBRE
ANGOLO BANCA FRIULADRIA

MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITA' E I DIRITTI
REGOLE SI' - TRUCCHI NO

L'attrice Carla Manzon leggerà testimonianze di cittadini che rispettano le regole.
Se vuoi puoi portare anche la tua personale testimonianza e/o un cartello per esprimere la tua indignazione.

martedì 9 marzo 2010

L'EREDITA' DEL CENTRODESTRA DI CORDENONS:
25 MILIONI DI EURO DI DEBITI
Avevano vinto le lezioni promettendo MENO tasse, meno spese, meno Stato… Invece, anche a Cordenons, hanno agito in maniera diametralmente opposta, realizzando PIU' tasse (da 196 a 247 euro a testa), più debiti (da 4 a 21 milioni di euro), più spese (nominando un assessore in più e aumentando il numero dei dirigenti di area). Nel 1996, il debito comunale ammontava a 275 euro per abitante. Nel 2006, dopo 10 anni di centrodestra, il debito per ciascun abitante è passato a 1369 euro, cioè 5 volte tanto! E nonostante avessero aumentato tutto ciò che potevano aumentare (Ici, irpef, Tarsu e tariffe varie) per ridurre i debiti accumulati, ci hanno portati al triste primato di essere il secondo comune più indebitato del Friuli Venezia Giulia. Questo significa che ogni anno i cittadini di Cordenons sono costretti a pagare 2 milioni e mezzo di euro di rata per i debiti accumulati. Eppure i rappresentanti del centrodestra, invece di chiedere scusa ai cittadini, come sarebbe doveroso fra persone civili, non perdono occasione per esaltare la loro gestione. Uno si vanta che siamo solo al 50% delle possibilità di “indebitamento”; l’altro, il capogruppo Pdl in Consiglio, una volta sì e l’altra anche, non fa che esaltare la funzione del “debito” nella loro visione “liberale”. E’ facile, molto facile, vivere di debiti o governare facendo debiti. C’è solo un piccolo problema sfuggito al centrodestra e cioè che i debiti si pagano! Dai loro interventi si comprende benissimo dove vogliano andare a parare: nel caso riuscissero a rimettere le mani sulle casse comunali, sono assicurati più debiti per tutti.
La giunta Mucignat (di cui faccio parte), come promesso in campagna elettorale, sta dimostrando grande attenzione nei confronti delle finanze pubbliche, accendendo mutui solo con copertura parziale o totale, riuscendo così a realizzare le opere programmate senza aumentare il debito pubblico, che pesa come un macigno sullo sviluppo di Cordenons. Tutto il resto è demagogia a buon mercato.


lunedì 8 marzo 2010


UN GRANDISSIMO MARCO TONUS

domenica 7 marzo 2010

Tempestosamente, come aveva vissuto, il 5 marzo 2010 si e’ spenta la

DEMOCRAZIA ITALIANA


Colpita da una decreto pidielle mentre era LEGAta, ma già agonizzante per i continui attacchi che l’arroganza del potere aveva inferto alla sua robusta Costituzione.

Ne danno il triste annuncio gli italiani onesti

che rispettano le leggi senza “interpretarle”, che non vogliono né pasticci, né imbrogli, che non truccano le regole, che non hanno bisogno di condoni e di scudi fiscali, che combattono la criminalità e credono in un paese migliore in cui valgono il merito, non la parentela o l’appartenenza alla cricca



NON FIORI MA AZIONI DI RESISTENZA

sabato 6 marzo 2010

Roma - 6 marzo ore 14.00 manifestazione spontanea
 
EMERGENZA DEMOCRATICA
SABATO 13 MARZO-PORDENONE
MANIFESTAZIONE CONTRO IL CONDONO ELETTORALE. PREPARA SCARPE COMODE, SLOGAN E CARTELLI INCISIVI
























































Povera Patria! Schiacciata Dagli abusi del potere

di gente infame, Che non sa cos'è il pudore,

si credono potenti e gli va bene Quello che fanno;

e tutto gli Appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è Devastato dal dolore ...

ma non vi danno un po 'di dispiacere

Quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà

Non cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene NEGLI stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male

vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà

si che cambierà, Vedrai che cambierà.

Voglio sperare Che il mondo torni un preventivo più normali

Che Possa Contemplare il cielo E i fiori,

Che non si parli più di dittature

se avremo ancora un po 'da vivere ...

La Primavera intanto tarda ad arrivare.
di F. Battiato



venerdì 5 marzo 2010

PROGRESSO ITALIANO?

LICENZIAMENTI LIBERI, AL LAVORO A 15 ANNI
Zitti zitti, contando su un silenzio di tomba mediatico, politico e in buona misura anche sindacale, il governo ha messo a segno un altro duro colpo al lavoro dipendente. Un colpo che può diventare devastante perché consente alle imprese di aggirare completamente lo scoglio fin qui rappresentato dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Quello che impedisce a un datore di lavoro di licenziare «senza giusta causa»: ovvero senza colpe specifiche addebitabili al dipendente. Fin qui, in caso di «controversie» tra lavoratore e azienda, si potevano percorrere due strade: a) l’arbitrato, per i contenziosi meno problematici; b) il ricorso al giudice del lavoro in caso di licenziamento. Con il decreto approvato con formula definitiva dal Senato il 3 marzo, invece, le aziende potranno imporre a ogni nuovo assunto di firmare ¬ insieme al contratto di assunzione ¬ un’«opzione preventiva» con cui il lavoratore «sceglie» di rinunciare alla via giudiziaria, accontentandosi del semplice «arbitrato».

Ognuno di voi può immaginare la situazione: non trovi un lavoro stabile da anni, oppure la tua vecchia azienda è andata fallita da qualche mese. Ti capita di poter entrare in un nuovo posto; ti mettono davanti quel foglio in bianco da firmare, altrimenti puoi anche andartene. Quanti di voi troverebbero la forza di andarsene e via e rimettersi in cerca di un salario? C’è anche un secondo modo, ancora più subdolo di importi «l’arbitrato». Nei contratti collettivi i sindacati potranno o no far inserire una formula analoga. Le imprese premono ovviamente perché sia inserita; i «sindacati complici» (Cisl, Uil, Ugl o chiunque altro sceglierà la controparte aziendale come «interlocutore privilegiato») saranno d’accordo. La Cgil si opporrà da lontano, perché intanto è stata esclusa dai tavoli di contrattazione (tranne le categorie più «disponibili» a un compromesso al ribasso).

Et voilà! Nessuno o quasi potrà più far ricorso a un giudice per veder riconosciuto il proprio diritto a non essere licenziato. E’ vero, come dice Sacconi, che «l’art. 18 non è stato toccato». Semplicemente non potrà più essere applicato. Ma non finisce qui. L’art. 52 del decreto stabilisce che i precari (o le finte partite Iva) che dovessero vedersi riconoscere dal giudice «la natura subordinata dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa», invece di essere assunti (come ora) verranno «liquidati» dall’azienda con un indennizzo variabile tra i 2,5 e i sei mesi di stipendio. Non vi basta? Beh, se avete un figlio all’ultimo anno di scuola dell’obbligo (tra i 15 e i 16 anni, quindi) potrete tranquillamente spedirlo in fabbrica a fare «apprendistato». Varrà «come se» avesse studiato. Potrà dirsi «diplomato alla scuola della vita», come suo nonno.

Francesco Piccioni – Il Manifesto

mercoledì 3 marzo 2010

venerdì 26 febbraio 2010

ED E' PER VOI SFRUTTATI, PER VOI LAVORATORI, CHE SIAMO INCATENATI AL PAR DEI MALFATTORI. EPPUR LA NOSTRA IDEA E' SOLO IDEA D'AMOR...

GIORNATA NAZIONALE DI SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI MIGRANTI

LUNEDI' 1° MARZO - PIAZZA XX SETTEMBRE - PORDENONE - DALLE 15.00 ALLE 19.00

PRESIDIO CON I LAVORATORI MIGRANTI

ANIMAZIONE BAMBINI - GIOCHI - MUSICA - TESTIMONIANZE - CUCINE DEL MONDO -
LIBERAZIONE DI 3000 PALLONCINI GIALLI

VIENI INDOSSANDO QUALCOSA DI GIALLO, IL COLORE DELLA GIORNATA...MA VANNO BENE ANCHE IL ROSSO E IL VIOLA.

venerdì 19 febbraio 2010

A VOLTE MI VIENE LO SCORAMENTO. POI, PER CASO, VENGO A CONOSCENZA DI PERSONE COSI' SEMPLICEMENTE STRAORDINARIE, COME LE MAESTRE DELLA SCUOLA DI SEGRATE. E ALLORA TORNO A SOGNARE E A SPERARE.

Lettera ai bambini del campo.


Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo rom di Segrate. Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comprano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate vedere riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altre. Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle abbiamo voluto tenerle a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato ad apprezzare. Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi?
Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. A presto bambini, a scuola.
Gasparini, F. Robbiati, S. Faggi, O. Salina, M. Sciorno, M. Faccioli
Maestre della scuola di Segrate.

venerdì 12 febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

MA IO NON CI STO PIU', I PAZZI SIETE VOI...

Concita de Gregorio - Unità del 9 febbraio 2010
Ecco, di questo preferirei parlare. Dei folli. Di chi siano i matti in questa Italia disperata, se quelli che resistono e per esempio continuano a insegnare musica a scuola, quelli che si credono Napoleone e vivono come Sultani, quelli che vanno sui tetti, quelli che si spogliano in tv, quelli invisibili che dovevano raccogliere pomodori e finisce che fanno la rivoluzione. Del sollievo che procura il fatto che cinque milioni e mezzo di italiani abbiano visto su RaiUno «La città dei matti», il film sulla vita e sul lavoro di Franco Basaglia. Di quanto ci manca, in questo buio, lo sguardo di Basaglia. E poi pazienza se era troppo presto, se non siamo stati capaci, se non abbiamo capito o abbiamo fatto finta, se sembra che alla fine siamo tornati indietro. Ecco, no. Indietro non si può tornare più: anche questo dicono i cinque milioni e mezzo che sono rimasti alla tv a vedere cosa facevano prima di Basaglia ai matti di Gorizia e di Trieste, che poi si dice matti ma bisognerebbe chiamarli per nome uno per uno come si dovrebbe fare con gli immigrati, i clandestini, i bimbi stranieri quelli che Gelmini vuol mettere le quote nelle classi, il tetto perché non siano troppi che poi disturbano la didattica, non sia mai che qualcuno sospetti che possiamo imparare noi da loro. Dai bambini venuti da Benin e dal Marocco coi loro sorrisi, abbiamo oggi un servizio sulla elementare di Roma che ne ospita una moltitudine: «Il mondo è nella mia scuola», dice il calendario che hanno fatto, guardate le foto. Le categorie non rendono mai l'idea delle persone che ci stanno dentro. Persone, vite, occhi. Quello che ieri succedeva agli orfani di guerra e alle ragazze ribelli, chiusi in manicomio perché deboli, fragili, malati certo alcuni, malati davvero e da curare ma non per questo da incatenare buttare in mare chiudere a chiave in un immondezzaio, ecco quello che allora succedeva a Gorizia oggi succede a Bari nei centri accoglienza, a Rosarno nei campi, nelle stazioni dove i ragazzi per divertimento bruciano gli indiani sulle panchine. Meno Bossi e più Basaglia, pensate che sogno. Meno ronde e più sorrisi. Meno violenza e più pensiero. Meno lager più asili. Meno celle più ospedali. Meno urla roche, più occhi limpidi che vedono il futuro e sanno farlo vedere, con fatica e con dolore, anche a chi non sa guardare. Pazienza per gli errori, quelli per strada si correggono. È lo sguardo - è quello sguardo - che manca.

giovedì 4 febbraio 2010

VIA CRAXI ANCHE A CORDENONS?

Quando a Milano il sindaco Letizia Moratti ha proposto di intitolare una via a Bottino Craxi, a Cordenons, il Partito dell’Amore, per non sfigurare, ha elaborato un concorso a premi per quanti proporranno di intitolare vie e piazze della nostra città agli eroi perseguitati dalla magistratura. Il concorso sarà ufficializzato prossimamente con apposita banda.
Per partecipare, basta inviare alla locale sede del PdA (o al Sindaco Moratti) in busta chiusa:
-i dati personali;
-il nome del latitante e/o del pregiudicato preferito
-il curriculum dei suoi crimini
-le condanne subite (fanno punteggio)
-il numero, l’elenco delle vittime, il danno erariale provocato.
Un’apposita commissione del PdA sta già selezionando i nomi delle vie da cambiare, cominciando da quelle intitolate a pericolosi incensurati, alle vittime della mafia, della violenza nazifascista e delle persecuzioni razziali. Secondo tale commissione l’obsoleta “Via Nannavecchia” potrebbe diventare più trendy come “Via Eroe Vittorio Mangano”, accontentando sia il Premier che il senatore Dell’Utri. Il Sindaco di Cordenons, smentendo le voci di una condivisione della proposta di Milano, vuole intitolare una strada a Don Florian, facendo infuriare i consiglieri del Partito dell’Amore, perché il tale Don Florian risulterebbe addirittura incensurato, che hanno proposto, in alternativa, “Via Don Tano”, in quanto pure lui “Don”, ma dal curricolo più interessante, nonché parente dell’eroe Mangano e vittima della persecuzione giudiziaria. La Banda Bassotti e Gambadilegno, hanno aderito entusiasticamente, proponendo “Via Al Capone” e “Via Felice Maniero”. Le forze dell’Amore presenti del vicino Veneto, infine, hanno suggerito “Via Mafia del Brenta”, in omaggio allo slogan “Eroi in casa nostra”.

FINALMENTE UNA PAROLA CHIARA

martedì 2 febbraio 2010

sfRenato Brunetta

“Resta il problema della presenza sul posto di lavoro. Capisco che certe visioni ideologiche abbiano fatto restare taluni all’epoca fordista (…) ma il lavoro, nella versione odierna, ha caratteristiche diverse. Non credo che Merlo, per scrivere, debba necessariamente trovarsi al giornale». Brani della replica di Brunetta a Francesco Merlo che su "Repubblica" aveva scritto della «fantuttaggine» con cui sfRenato sommerà l’incarico governativo a quello (eventuale) di sindaco. Una lezione sull’anacronismo di un’idea del lavoro come mansione da svolgere in un luogo ad hoc, tenuta dal teorico dei tornelli: voleva internare pure i giudici in uffici polverosi (nocivi alla produttività), ma per sé esalta la modernità del telelavoro. Del resto, è stato bamboccione ma i bamboccioni li caccerebbe da casa per legge: provocazione per poi fare il giro delle sette chiese catodiche con nuove provocazioni, tanto lavora a distanza (durante la pubblicità). Lui può.
Enzo Costa, L’Unità.

LA CLASSE OPERAIA VA ALL'INFERNO

Il suicidio di Sergio Marra, segno estremo rappresentativo della mia generazione di Emiliano Battaino
Sergio Marra era un mio coetaneo. Era perché ha deciso con un gesto atroce e senza speranza di togliersi la vita dandosi fuoco. Della sua esistenza per tutti noi resteranno gli articoli dei quotidiani di questi giorni e le notizie veloci di alcuni telegiornali, per la sua famiglia il dolore e la disperazione. Non ci sarà per lui un funerale di Stato. Era un giovane operaio bergamasco che aveva perso il lavoro, la sua fabbrica aveva dichiarato fallimento e chiuso i battenti. Era un giovane senza lavoro come tanti, che non fanno notizia fino a che non compiono gesti clamorosi come salire sui tetti delle fabbriche, andare con gli striscioni a Piazza San Pietro o togliersi la vita.

Dei disoccupati si parla quando il loro ammontare arriva a percentuali con due cifre. Quindi se ne parla in situazioni estreme, straordinarie prese nella loro denuncia di esistenza e svantaggio massimo. Nessuno in questi anni ha raccontato bene la storia di una generazione di donne e uomini in cerca di una dignità attraverso il mezzo del lavoro. Alcuni di noi a trentacinque anni sono ancora alla ricerca della prima occupazione, altri laureati e specializzati lavorano come manovali, commessi o camerieri (lavori dignitosi ma che non avevano bisogno di anni di sacrifici sui libri), c’è chi emigra verso altri paesi in cui alla ricerca e all’intelligenza viene dato il giusto valore e infine c’è chi come Sergio perde il posto di lavoro e in un periodo come quello in cui viviamo non riesce a trovarne un altro. Perde la fonte del suo sostentamento, il suo futuro, la gioia di mettere in questo mondo figli, perde la dignità verso se stesso e perde la testa.

Purtroppo Sergio non è l’unico, altri di noi perdono i punti di riferimento e mentre vivono il proprio dramma vedono un paese che racconta il gossip, le vicende personali e senza senso di persone molto ricche, un paese in cui la politica si concentra solo sulle vicende giudiziarie, sessuali e capellifere del presidente del consiglio, anche lui ultra ricco. Il racconto ufficiale di questo paese è Belen, il Grande Fratello, il calcio. Della nostra generazione, della crisi della mia generazione, nessuno ne parla ordinariamente. Qualcuno con un ruolo importante ci definisce “bamboccioni” che non vogliono uscire di casa. Forse dovremmo ringraziare quella casa, “la famiglia” che ci permette di non arrivare al gesto di Sergio. La famiglia, purtroppo, è l’unico assistente sociale per noi.

Oggi mentre si parla della riabilitazione di Craxi non si ricostruisce la storia che parte da quel periodo sino ad oggi. Non è cambiato niente, anzi è cambiato tutto per non cambiare nulla. I politici hanno ancora più potere e ricchezza e a sceglierli non è il popolo ma le segreterie dei partiti. La nostra democrazia da parlamentare sta diventando autoritaria. La raccomandazione è più di prima l’unico strumento per arrivare ad un lavoro stabile. E il degrado morale aumenta ogni giorno. Non sentiamo la voce degli intellettuali rimossi dagli opinionisti scelti in base alla loro capacità di urlare più degli altri. E invece avremmo bisogno di storici, di psicologi, di sociologi, di specialisti che riescano a interpretare questa nostra realtà. Il nostro paese è cambiato troppo velocemente, i soliti pochi vanno avanti con la loro egemonia e la loro sempre più ostentata ricchezza, la massa divisa, spezzettata, macinata arranca, resiste, si aggrappa o si lascia andare come Sergio.

lunedì 1 febbraio 2010

UN GRANDE MARCO TONUS

INTERRROGAZIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE PROVINCIALE DEL PD sul progetto "Parlare italiano..."

Sintesi:

L’interrogazione del gruppo consigliare del Partito Democratico richiede al Presidente della Provincia e all’Assessore competente di conoscere le modalità attraverso le quali si è proceduto ad affidare l’incarico per la realizzazione del progetto in esame, sia per quanto riguarda l’individuazione della figura professionale che l’urgenza con cui è stato affidato l’incarico.
Il progetto in sé può essere ritenuto lodevole se si propone di migliorare l’accoglienza e la integrazione sociale degli immigrati e può venire accolto nello spirito della legge che ha istituito apposite professionalità per “l’adempimento dell’obbligo di istruzione e il conseguimento di un titolo di istruzione secondaria superiore, nonché l’apprendimento della lingua italiana da parte degli immigrati”.
Sorgono invece dubbi sulla trasparenza della operazione, giustificati sia dal fatto che esistono già professionisti qualificati, che realizzano progetti di insegnamento agli adulti stranieri sotto l’iniziativa della stessa Provincia e senza oneri per la stessa e sia perché non sono stati resi noti i criteri con cui si è pervenuti all’affidamento dell’incarico.
La spesa complessiva a carico dell’Ente, inoltre, non riguarda solo il compenso del professionista incaricato, ma anche, correttamente, quanto richiesto dalla TV che lo mette in onda. Nell’interrogazione viene perciò chiesto di chiarire come tale ultima voce non comprenda l’onorario del regista, contemplato a parte e sempre a carico dell’Ente Provincia.
Infine va notato che per il progetto era stata già indicata, informalmente ma pubblicamente, altra persona, che si è accollata la preparazione per la quale chiede ora di venire compensata, sollevando un contenzioso con la Provincia e con un probabile ulteriore onere per la stessa.

giovedì 28 gennaio 2010

IN FRIULI LA LEGA e IL PDL SONO A FAVORE DEL NUCLEARE

Nucleare, stop al governo da Conferenza delle Regioni
La Conferenza delle Regioni ha approvato a maggioranza un parere negativo sul decreto legislativo che, tra l'altro, contiene le norme per l'individuazione dei siti che dovranno ospitare le future centrali nucleari. Lo ha annunciato il vicepresidente della conferenza, Michele Iorio (presidente della regione Molise), al termine della riunione odierna. Hanno votato contro il parere Lombardia, Veneto e Friuli.
Il governo «intende andare avanti sul fronte del nucleare. Il parere negativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni sul decreto legislativo per il rientro dell'Italia nel nucleare conferma un atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto sul futuro energetico del Paese»: questo il commento di Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia. Il sottosegretario sottolinea poi come «il testo approvato dal Governo sia del tutto rispettoso delle prerogative delle Regioni, chiamate ad esprimere un'intesa sulle localizzazioni degli impianti, esattamente come oggi è previsto per tutte le installazioni energetiche di interesse nazionale. Questa previsione potrebbe far venir meno il motivo principale dei ricorsi delle Regioni in Corte Costituzionale».

Saglia rileva che «il processo decisionale tracciato offre, inoltre, le massime garanzie di trasparenza e partecipazione sulle scelte, coinvolgendo non solo Regioni ed enti locali ma anche le popolazioni interessate, sul modello dei Paesi più avanzati». Secondo il sottosegretario dunque «sorprende che il parere negativo coinvolga anche gli strumenti proposti per dare finalmente soluzione al tema dei rifiuti radioattivi, già oggi presenti nel territorio nazionale, con ciò non venendo incontro alle comprensibili esigenze più volte segnalate dai Comuni sedi di impianti e depositi nucleari. L'odierno parere negativo della Conferenza delle Regioni non condiziona il processo di approvazione definitiva delle norme, ora al vaglio delle Commissioni parlamentari».

martedì 26 gennaio 2010

MEMORIA CORTA



STELLA DI DAVID GIALLA – EBREI
TRIANGOLO ROSSO – POLITICI
TRIANGOLO VERDE – DETENUTI COMUNI
TRIANGOLO AZZURRO – APOLIDI
TRIANGOLO VIOLA – TESTIMONI DI GEOVA
TRIANGOLO ROSA – OMOSESSUALI
TRIANGOLO NERO – ASOCIALI
TRIANGOLO MARRONE - ZINGARI



“Gasizarde Romeni violina”
“Hanno calpestato il violino zingaro”, di Rasim Sejdic
Hanno calpestato il violino zingaro
cenere zingara è rimasta
fuoco e fulmini
salgono al cielo.
Hanno portato via gli zingari
i bambini divisi dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via gli zingari.
Jasenovac è piena di zingari
legati a pilastri di cemento
pesanti catene ai piedi ed alle mani
nel fango in ginocchio
Sono rimasto a Jasenovac.
LO ZIGEUNER LAGER – campo di concentramento per zingari
L’Armata rossa che apre i cancelli di Auschwitz il 27 gennaio 1945 fra i pochi sopravvissuti non trova alcuno “zingaro”, perché gli ultimi 3000, rinchiusi nello “zigeunerlager”, erano stati assassinati il 2 agosto 1944. Anche nel campo di concentramento di Auschwitz, di fronte allo sterminio nelle camere a gas, gli zingari furono separati dagli altri prigionieri e rin-chiusi in un “blocco” speciale, lo “zigeuner-lager”.

MEMORIA DEL PRESENTE
E’ dall’anno 2001 che il 27 gennaio, in Italia, si celebra il “Giorno della memoria” che vuole ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e le leggi razziali. Con celebrazioni rituali che, spesso, svuotano di significato la stessa ricorrenza che vorrebbero ricordare. Con “treni della memoria” che portano frotte di ragazzi vocianti ad Auschwitz, imbottiti di piumone e panini e coca cola. Ed allora occorre uscire dalle vuote celebrazioni ufficiali, dalla museificazione dell’umanità, per attivare la nostra coscienza: che il fantasma della memoria si faccia corpo sociale e diventi testimonianza attiva e consapevole. Ed i “treni della memoria” dovrebbero partire per Gaza – Palestina o magari per Rosarno e per i “campi nomadi” dove sono ancora “concentrati” i Rom come 70 anni fa. Fare memoria attiva di Porrajmos(letteralmente " vuol dire anche mettersi dalla parte dei perseguitati della Storia, che vivono in Polesine, in Italia, in Europa. Ma vuol dire anche…
...ESTENDERE IL GIORNO DELLA MEMORIA A Rom/Sinti, Dissidenti politici, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova.

sabato 23 gennaio 2010

'E FIGLI SO' PIEZZ'E CORE!

Lega, adesso spunta Bossi jr

CENTRODESTRA. Candidature per le regionali: Renzo, 22enne figlio del senatur, in campo in provincia di Brescia. A Brescia ha già organizzato il «mondiale dei popoli» di calcio. A parte Monica Rizzi, spiazzati tutti gli altri aspiranti candidati

Il primo colpo a sorpresa in vista delle Regionali di fine marzo a Brescia lo piazza la Lega. In cima alla lista dei candidati padani ci sarà Bossi. No, non il fondatore della Lega, il ministro delle riforme istituzionali, il lìder maximo e indiscusso del Carroccio. Ci sarà Bossi jr, insomma il Renzo: classe 1988, quartogenito del senatùr, terzo nato dal matrimonio del «Boss» con Manuela Morrone.
Cognome ingombrante e curriculum scolastico imbarazzante (con pluribocciature prima della sospirata maturità) Renzo Bossi è un nome a cui nessun dirigente leghista può dire di no. E così, al suo cospetto, pare sia definitivamente naufragata la ricandidatura del consigliere regionale uscente Enio Moretti, come pure quella (fino a poco tempo fa data per certa) del segretario provinciale Stefano Borghesi. Si fa in salita, a questo punto, anche la rincorsa dell'ex assessore provinciale Guido Bonomelli per un posto fra i candidati al Pirellone.
Il fatto è che la Lega a Brescia può contare (ragionevolmente) su due eletti: e accanto alla bionda consigliere regionale uscente Monica Rizzi c'è posto per un solo altro nome. Dunque non devono esserci candidati in grado di fare ombra a Bossi junior o - non sia mai - a metterne in dubbio l'elezione.
Nei giorni scorsi il segretario nazionale della Lega lombarda, Giancarlo Giorgetti, aveva equiparato alle «solite indiscrezioni giornalistiche per creare zizzania» le voci di una possibile candidatura di Renzo Bossi nel listino bloccato abbinato a Formigoni. Infatti. Bossi jr. il posto da consigliere (e forse assessore) regionale dovrà sudarselo sul campo in provincia di Brescia, ma preferibilmente senza concorrenti interni troppo ingombranti.
L'operazione «Renzo Bossi consigliere regionale bresciano» viene da lontano. Ha il suo stratega in Bruno Caparini, potente referente della Lega bresciana, amico personale di casa Bossi.
Le frequentazioni bresciane di Renzo Bossi, peraltro, non sono iniziate ieri. A Brescia Bossi jr ha organizzato la «Viva world cup» meglio nota come «mondiale di calcio dei popoli». Dei popoli, si badi bene, e non degli stati: un torneo in cui la rappresentativa padana deve vedersela con kurdistani, occitani e lapponi.

RITO CIVILE - IPOCRISIA INCIVILE

Il ministro Gelmini si sposa sabato 23 gennaio a Sirmione, sul lago di Garda con il compagno, il professionista bergamasco Giorgio Patelli.
E' in attesa di una bambina che nascerà ad aprile e si chiamerà Emma.
Alle nozze ci sarà con tutta probabilità anche il premier, Silvio
Berlusconi, mentre sono stati invitati i sottosegretari alla presidenza
del consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e, tra i colleghi titolari
di dicastero, Sandro Bondi (Beni culturali).
Sarà, come già trapelato, una cerimonia "ristretta" e strettamente
privata, con una cinquantina di invitati, e che verrà celebrata con rito
civile.
Ma come, la strenua sostenitrice dell'ora di religione cattolica nelle scuole, la
battagliera sostenitrice della presenza del crocifisso in ogni aula
delle scuole pubbliche italiane, si sposa oggi con rito civile?
Se fosse un’insegnante di religione, per questa scelta perderebbe
l'incarico.
Come ministro e dirigente politico, invece, perde semplicemente la faccia.
In aprile nasce la bambina? Ma allora ha avuto rapporti completi "more uxorio"!?

Messaggio ricevuto (e da me rimaneggiato) dall'amicompagno Vanni.

MI SEMBRAVA DI AVER GIA' SENTITO COSE DEL GENERE...

MOLTI DI LORO PUZZANO

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua e molti di loro puzzano perché indossano lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città, dove vivono ammassati gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro, affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, ma sovente, davanti alle chiese, donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani, invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali…
…Si privilegino i Veneti e i Lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti, ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano, purché le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.

Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

OTTOBRE 1912: relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti.

lunedì 18 gennaio 2010

MANDA UNA CARTOLINA A SILVIO CONTRO LO SPRECO DEI SOLDI NOSTRI UTILIZZATI PER CURARE LA SUA IMMAGINE



Sprechi di Stato...Palazzo Chigi costa più di un miliardo l'anno! Scriviamo a Berlusconi
Metti questa cartolina sul tuo status Facebook
A Palazzo Chigi i conti sono fuori controllo, si contano 1.400 dipendenti di troppo, più di 5 milioni vengono buttati per gli show tv di Silvio Berlusconi, mentre le segretarie sono pagate come direttori.
Un articolo de L'Espresso rivela come il premier ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia. Ma con i soldi nostri!
E' ora di dire basta, scriviamo a Berlusconi.

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Signor Presidente, signor Segretario

sul sito del Partito Democratico ho letto l'articolo de l'Espresso che denuncia come 1 miliardo di euro venga sprecato ogni anno a Palazzo Chigi per le spese più disparate, con contratti da favola per la vostra segreteria.

Questo, mentre il 17% delle famiglie non arriva a fine mese e i disoccupati sono quasi 2 milioni, è ancora di più uno scandalo e un'offesa.

I fondi di Palazzo Chigi sono anche soldi miei, come di tutti i cittadini che pagano le tasse, tagliate queste spese ingiustificabili e destinateli al lavoro e ai giovani.

Grazie, cordiali saluti

- Manda l'email al premier e al segretario generale della presidenza del Consiglio. Ecco gli indirizzi:
segreteria.presidente@governo.it,berlusconi_s@camera.it,
redazione.web@governo.it

- Una volta stampata la cartolina e mandala a
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio.
Indirizzo: Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA
e per conoscenza a

Consigliere Manlio Strano
Segretario Generale della Presidenza del Consiglio
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA
- invita i tuoi amici a fare lo stesso

Silvio, quanto ci costi

Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia.
fonte Primo Di Nicola - l'Espresso

Una vera reggia, dove si moltiplicano dipendenti e sprechi. Con oltre un miliardo di euro l'anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si allarga a dismisura e conta già 1.400 persone più del previsto. Mentre per allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono cinque milioni e si arriva a pagare 250 euro il noleggio di un computer per una sola giornata. E dove ci sono segretarie con la stessa qualifica e retribuzione dei grandi capi. Una follia, impossibile da immaginare nell'Italia normale dove aziende ed enti pubblici tagliano e licenziano a tutto spiano per fare quadrare i conti. Ma non alla presidenza del Consiglio dove il miracolo si ripete nei piani più alti della nomenklatura berlusconiana. Prendete Marinella Brambilla, storica segretaria del Cavaliere che da oltre vent'anni custodisce la sua agenda. E confrontate il suo curriculum con Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, appena nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Manlio Strano, dopo una lunga trafila al servizio dello Stato, è diventato segretario generale di Palazzo Chigi lo scorso aprile. La sua qualifica? Dirigente generale di prima fascia, il top della carriera pubblica. E indovinate qual è la qualifica della fedelissima Brambilla? Anche lei direttore generale. E la Brambilla non è la sola miracolata. Come lei sono state graziosamente elevate al rango di superdirigenti generali anche Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta; Maria Serena Ziliotto, che assiste il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi e Patrizia Rossi, che tiene invece l'agenda del sottosegretario allo Sport Rocco Crimi.

Quella delle qualifiche-facili non è la sola anomalia in cui ci si imbatte scandagliando la giungla della presidenza del Consiglio. Ci sono plotoni di alti funzionari senza incarichi operativi che passano il tempo conducendo improbabili studi, mentre si continua a imbarcare nuovi assunti con pingui stipendi e striminziti curriculum. Secondo i dati che "L'espresso" è riuscito a reperire, a palazzo Chigi lavorano ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste nella pianta organica, a dimostrazione del fatto che quella dei dipendenti è ormai una spesa fuori controllo.


La corte dei miracoli La corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra infatti ormai inarrestabile: 3 miliardi 621 milioni nel 2006; 4 miliardi 280 milioni nel 2007; ancora di più, 4 miliardi 294 milioni, nel 2008. Soldi che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture che sono proliferate sotto il governo Berlusconi tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in bilancio sono ben 19. Degli oltre 4 miliardi, più del 70 per cento se ne va per le cosiddette "politiche attive" dei dipartimenti, a cominciare dalla Protezione civile che da sola nel 2008 ha divorato 2.132 milioni. Quello che resta viene inghiottito dal funzionamento dell'apparato, degno di una corte barocca. L'organizzazione di Palazzo Chigi è molto ramificata tra uffici di staff del presidente (consigliere diplomatico, militare, eccetera), quelli sottoposti al segretario generale che assicurano il funzionamento della macchina (bilancio, controllo, voli di Stato, gestione degli immobili) e i dipartimenti retti da sottosegretari e da ben dieci ministri. Senza contare la miriade di comitati e commissioni di cui in molti casi solo con grande sforzi si ravvisa la necessità. È per finanziare questo immenso apparato che le spese hanno toccato la cifra record del 2008, mentre nulla ancora si sa sul rendiconto 2009 che potrebbe segnare un nuovo primato.

Si va in scena Gli italiani conoscono benissimo quanto Berlusconi sia attento alla cura della propria immagine. Non a caso organizza le sue uscite cercando di sfruttarle al meglio a fini televisivi. Quello che i cittadini ignorano è quanto questo costi alle casse di Palazzo Chigi. Per cominciare, il Cavaliere ha reclutato all'interno di una propria struttura ("ufficio del presidente") due personaggi con il compito di curare i suoi "eventi": Mario Catalano, idolo dei cultori del porno soft per essere stato lo scenografo di "Colpo Grosso", il primo spettacolo tv davvero scollacciato degli anni '80, e Roberto Gasparotti, ex teleoperatore Fininvest, cerimoniere dalle maniere forti e dai precedenti poco rassicuranti (vedi box nella pagina accanto) che come responsabile dell'immagine del premier lo precede preparando il "set" e bonificandolo persino dalle presenze sgradite. Ebbene, Gasparotti ha avuto anche lui la superqualifica di dirigente generale. Mentre per esaudire le esigenze sceniche del premier sta contribuendo non poco a fare impennare le spese. Qualche perla tra le tante. Il 29 settembre, l'Aquila, consegna di qualche centinaio di appartamenti ai terremotati in contrada Bazzano. Per Berlusconi è previsto un rigido programma: arrivo alle 15.30, saluti e discorso, poi consegna delle chiavi a tre famiglie.

Il tutto, naturalmente, sotto l'occhio delle telecamere che lo seguono passo passo grazie a un set attrezzatissimo. Attrezzatissimo ma anche molto costoso. Stando ai preventivi della "D and di lighting & truck", di cui "L'espresso" è entrato in possesso, la fornitura comprende tra l'altro telecamere, maxischermi, impianti elettrici e di illuminazione, e persino «tre personal computer completi di pacchetto office» al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a computer. Uno pensa: computer acquistati. Macché: i 1.500 euro sono il costo del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore. Una follia che contribuisce allo scandaloso costo finale dell'"operazione case": oltre 300 mila euro, cifra con la quale si potevano costruire altri sei di quegli appartamenti da 50 metri consegnati quel giorno ai terremotati.E quella abruzzese non è la sola prestazione da vertigine della "D and di". Da mettemettere in bilancio per il 2009 ci sono anche gli oltre 110 mila euro delle attrezzature noleggiate per la cena in onore del Keren Hayesold United Israel appeal (agenzia internazionale che raccoglie fondi per sostenere Israele) a Villa Madama il 3 novembre: 10 mila euro se ne sono andati solo per l'impianto audio di un gruppo musicale, 4 mila per una troupe appositamente attivata per «seguire il presidente durante l'evento» e altri 700 euro per una sola «telecamera fissa su cavalletto da posizionare fronte president». Come pure i costi per l'incontro organizzato sempre a palazzo Madama il 6 maggio con gli industriali de "L'Italia del fare": quella cena, solo di apparecchiature è costata oltre 60 mila euro. Secondo quanto risulta a "L'espresso", dal suo insediamento (maggio 2008) alla fine di ottobre, cioè in 17 mesi, la gestione berlusconiana di questi eventi mediatici è costata quasi 5 milioni di euro: un'enormità a confronto dei 150 mila spesi da Romano Prodi per fronteggiare le stesse esigenze nei 25 mesi del suo ultimo governo. Ma così vanno le cose alla presidenza nella cui gestione finanziaria nessuno riesce a mettere becco.

Miracolo in busta paga Il bilancio di Palazzo Chigi è infatti totalmente autonomo e viene alimentato dal ministero dell'Economia attraverso un apposito fondo. E da questo tesoretto pesca la presidenza per fare fronte anche ai costi dei dipendenti che continuano a crescere anno dopo anno: 202 milioni nel 2005, 229 l'anno successivo, 237 nel 2007, oltre 246 nel 2008. Le ragioni dell'escalation? L'inarrestabile lievitare degli organici che non conosce tregua. All'inizio erano previste 3.063 persone: 368 dirigenti e 2.695 impiegati. Oggi al lavoro ne risultano invece ben 4.542. Con una particolarità: il numero esorbitante dei "comandati", cioè il personale chiamato da altri ministeri o amministrazioni pubbliche, che ormai sono 1.600 unità. La ragione di questa esplosione sta nel fatto che la presidenza, da semplice organo di coordinamento dell'attività di governo si è trasformata in un contenitore di sottosegretariati e ministeri senza portafoglio che hanno comportato l'istituzione di dipartimenti e staff. Risultato? Non potendo nemmeno assumere per concorso per il blocco imposto dalla Finanziaria, la presidenza si è riempita di comandati- raccomandati la cui presenza in molti casi va avanti anche da più di un ventennio. Le professionalità rappresentate sono le più diverse: ci sono persino segretari comunali e un cantoniere reclutato dal Comune di Paliano (Frosinone). Per non parlare poi dei militari e degli agenti di ogni arma e grado: 370 in tutto secondo la presidenza, oltre 500 secondo altri dati avuti da "L'espresso". Quando si parla di potenziare la lotta al crimine, spesso i sindacati più combattivi chiedono il ritorno sulle strade di questi "comandati". Ma l'impresa è difficilissima: l'impiego a palazzo Chigi è infatti molto ambito. Merito dell'"accessorio" che compensa in busta paga la flessibilità degli orari e la reperibilità anche nei giorni festivi: per un funzionario di categoria A consente di aggiungere alla retribuzione media di 3.100 euro fino ad altri mille euro lordi. Così come appetibili sono anche gli stipendi dei dirigenti il cui top - incluse tutte le voci - arriva a riscuotere mediamente 180 mila euro lordi l'anno. Tra le eccezioni, il capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso (ma lui è anche sottosegretario) che arriva a 280 mila e il segretario generale Manlio Strano che grazie all'indennità del suo ruolo raggiunge i 297 mila euro lordi.

Questi i compensi più alti. Ma ottima è anche la retribuzione di Antonio Ragusa, ex generale dei carabinieri e dei servizi segreti, che dopo essere stato pensionato è stato riassunto dalla presidenza del Consiglio con un lauto contratto (184 mila euro lordi) come capo del dipartimento per le Risorse strumentali. Così come dalla pensione sono stati riesumati Carlo Sica, ex vicesegretario generale di Palazzo Chigi, titolare di una consulenza da 40 mila euro, e l'ex dirigente Giancarlo Bravi collocato invece alla struttura di missione sui 150 anni dell'Unità d'Italia (139 mila euro).

Così vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla da fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo ritegno. Un andazzo che prevale non solo per i compiti dirigenziali. L'esempio viene proprio da Berlusconi. Il suo "ufficio del presidente", composto da 45 persone, ne ha oltre 20 assunte dall'esterno. A parte la Brambilla, Catalano e Gasparotti, nel conto ci sono pure i due segretari-deputati Sestino Giacomoni e Valentino Valentini (a Palazzo Chigi assicurano che a loro spetta solo un rimborso spese), per non parlare del fotografo personale Livio Anticoli, l'ex ministro Giuliano Urbani (18 mila euro) più una serie di personaggi sconosciuti le cui occupazioni potrebbero sicuramente essere svolte dal personale interno.

Missione continua Stessa musica negli uffici di Letta e di quasi tutti gli altri sottosegretari e ministri senza portafoglio che continuano a elargire incarichi e prebende sfruttando anche la miriade di comitati e commissioni (ne abbiamo contate oltre 60) di cui la presidenza è disseminata.

Una deriva di cui si è accorta anche la Corte dei Conti che, non potendo mettere becco sulla gestione del bilancio autonomo, una stangata alla presidenza l'ha comunque rifilata passando in rassegna le "strutture di missione", un altro sperpero di palazzo Chigi. Dovrebbero essere comitati di durata temporanea per affrontare eventi speciali. Ma ne esistono una trentina, nati in tempi lontanissimi e puntualmente riconfermati.

La struttura di supporto alla delegazione governativa per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione è stata varata nel lontano 2002 dal governo Berlusconi, confermata da Prodi nel 2007 e riconfermata di nuovo dal Cavaliere nel 2008, per esempio. Al 2003 risale invece la nascita della struttura dedicata all'e-government, ancora oggi in vita, per non parlare dell'unità strategica per la comunicazione sull'attività del governo battezzata nel 2007 da Prodi (come dirigente generale c'è il giornalista Fabrizio Ravoni). E come giudicare la struttura per il rilancio dell'immagine dell'Italia, l'altra per cogliere le "opportunità delle Regioni in Europa" o quella che istituisce la segreteria tecnica dell'Unità per la semplificazione, un apparato nel quale lavorano 3 dirigenti, 4 impiegati, più 12 esperti assunti all'esterno con contratti di collaborazione? Conclusione della Corte: «Le strutture di missione non sempre presentano i requisiti peculiari dell'istituto, e cioè specialità delle funzioni e temporaneità ». Una politica dalle maniche larghe che fa la gioia dei tanti fortunati che continuano a sbarcare in presidenza con il massimo delle qualifiche.

Maurizio Bosatra per esempio solo poco anni fa conduceva la vita grama di tanti militanti leghisti. Nel 2003 forniva informazioni ai partecipanti dell'assemblea federale della Padania all'ex Palavobis di Milano: oggi lo ritroviamo invece nel cuore dello Stato come direttore generale del ministro Calderoli. Un miracolo toccato pure a Cristina Cappellini che nel 2007 stendeva ancora anonimi documenti per il comitato organizzativo del parlamentino del Nord. Lei, adesso, è addirittura capo del settore legislativo del ministero per le Riforme di Umberto Bossi
. Nemmeno i giornalisti possono lamentarsi: quando sbarcano a Palazzo Chigi ottengono spesso il massimo dei gradi. Come Marco Antonio Ventura e Fabrizio De Feo, due penne del "Giornale", impiegati nell'ufficio stampa del portavoce Paolo Bonaiuti; oppure come Fabrizio Carcano, redattore della "Padania" e ora capoufficio stampa di Calderoli, o Raffaele Gorgoni, inviato del Tgr Puglia, approdato al ministero per gli affari regionali del conterraneo Raffaele Fitto. Anch'essi assunti come direttori generali.Gradi a parte, la presidenza si rivela un approdo ambito anche per molti che non ti aspetti di trovare. Sempre negli uffici del sottosegretario Bonaiuti troviamo come consulenti i deputati Pdl Giorgio Lainati, Piero Testoni e Beatrice Lorenzin. E non solo loro: ci sono pure il giornalista Fabio Vazio, ex ufficio stampa di Fi, l'ex portavoce di Carlo Azeglio Ciampi Paolo Peluffo, che dopo essere sbarcato alla Corte dei Conti riscuote a palazzo Chigi altri 15 mila euro; e il generale della guardia di finanza Fabrizio Lisi (12 mila euro) comandante della scuola dell'Aquila.

Per grazia ricevuta Ma nella corsa all'elargizione degli incarichi che pesano sul bilancio di Palazzo Chigi, come quasi tutti i suoi colleghi ministri senza portafoglio, non si risparmia neanche l'ammazza-fannulloni Brunetta (tra i suoi consulenti i parlamentari Cinzia Bonfrisco, Maurizio Castro e l'ultras berlusconiano Giorgio Stracquadanio). Che ha inserito molti amici nei ranghi della presidenza. Come gli affiliati alla sua associazione Freefoundation. Se chiamate però al numero telefonico del think tank vi risponde il centralino dello studio del commercialista Canio Zampaglione che oltre ad essere presidente dell'associazione è anche presidente del collegio dei revisori dei conti dell'Agenzia per l'innovazione, guarda caso sottoposta all'autorità di Brunetta. Un altro amico Rodolfo Ridolfi, vicepresidente di Freefoundation, risulta invece consulente sempre da Brunetta (45 mila euro il suo compenso). Idem altri due membri come Davide Giacalone, nominato esperto a 40 mila euro, mentre Stefania Profili, che Brunetta aveva avuto come segretaria nella sede nazionale di Forza Italia, con la stessa mansione è stata nominata dirigente generale al ministero. E non è finita. Perché tra le file degli esperti di Brunetta, oltre all'ex ministro Gianni De Michelis (13 mila euro) c'è pure Secondo Amalfitano (26 mila euro), noto solo per essere stato sindaco di Ravello, località nella quale Brunetta ha preso casa.Anche Mara Carfagna, ministro senza portafoglio alle Pari opportunità, si dà molto da fare per incrementare l'abbuffata degli incarichi. Lei recluta esperti e consulenti con occhio attento a tutti i fronti aperti. Alle giuste amicizie di partito, per cominciare. Ed ecco spuntare a capo dipartimento del suo ministero Isabella Rauti (165 mila euro), moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma anche al collegio elettorale campano: Antonio Mauro Russo, segretario organizzativo provinciale del Pdl di Salerno, città natale del ministro, ha una consulenza da 28 mila euro e il compito di curare i collegamenti con il territorio. Infine Federica Mondani reclutata (circa 20 mila euro) come adviser per le materie giuridiche ma, in quanto avvocato del Foro di Roma, messa al lavoro dal ministro per patrocinare alcune cause che gli stanno particolarmente a cuore contro Sabina Guzzanti e il quotidiano "la Repubblica". Altro caso da manuale, infine, quello del ministero del Turismo, regno di Maria Vittoria Brambilla. Giovanissima, Mvb aveva tentato la strada della tv nella trasmissione di Canale 5 "Misteri della notte". A tenerla a battesimo fu il curatore del programma Cesare Medail. Ma l'esordio si rivelò un fiasco. Girata la ruota della fortuna, la Brambilla non ha però dimenticato il suo mentore Medail, ingaggiato come esperto al Turismo (29 mila euro) dopo che lo aveva anche ripescato come direttore della "Tv delle libertà", fallimentare organo dei suoi omonimi circoli.

I quali confezionavano anche un "Giornale delle libertà", nel quale spiccava come consulente editoriale una vecchia gloria del giornalismo come Vittorio Bruno. Naufragati i circoli, la Brambilla ha ripescato anche lui con un compenso di 70 mila euro lordi. Una goccia nel mare magnum delle super spese della presidenza