martedì 29 dicembre 2009

ECCEZIONALE CONCORSO A PREMI

LA MAFIA, LA CAMORRA, LA ‘NDRANGHETA E LA SACRA CORONA UNITA, IN COLLABORAZIONE CON LA BANDA BASSOTTI E IL PDL, BANDISCONO IL GRANDE CONCORSO: “INTITOLIAMO LE STRADE DELLE NOSTRE CITTA’AGLI EROI PERSEGUITATI DALLE TOGHE ROSSE”.
Partecipa anche tu al Grande Concorso e potrai realizzare il tuo sogno: intitolare la strada in cui abiti al delinquente che più di tutti, secondo te, ha portato lustro all’Italia. Partecipare è facile. E’ sufficiente inviare alla locale sede del Pdl o alla segreteria del Sindaco Moratti la tua proposta in busta chiusa che dovrà contenere:
- i tuoi dati personali,
-il nome del tuo delinquente preferito,
-il curriculum delle sue gesta criminali,
-le eventuali condanne subite,
-il numero e l’elenco delle sue vittime.
Infine dovrai specificare quale via intendi intitolare, scegliendola anche fra quelle già intitolate ad Antonio Gramsci, ai Fratelli Rosselli, a Garibaldi e Mazzini, al Conte Cavour, a Falcone, a Borsellino, al Generale Dalla Chiesa…
Avvertenze speciali: astenersi dal proporre “Via Vittorio Mangano”, in quanto già fortemente sponsorizzata dal premier e da Dell’Utri.

martedì 22 dicembre 2009

…DI NUOVO COME UN TEMPO, SOPRA L’ITALIA INTERA, FISCHIA IL VENTO E URLA LA BUFERA…

Certe volte hai bisogno di vedere le cose da una diversa angolatura, così, per avere la giusta dimensione d’insieme. Per guardare con maggiore attenzione i dettagli che ti sfuggono, per operare una sintesi fra l’io e il tutto, per scoprire il nesso fra il problema personale e quello più generale. Certe volte hai bisogno di guardare dentro di te, per capire come siamo sprofondati così velocemente in un abisso simile. Certe volte hai bisogno di condividere con altri come te il disagio, la rabbia, l’amore…certe volte hai un bisogno struggente di evadere dalla gabbia personalizzata in cui siamo rinchiusi, per ritrovarti con quelli come te e chiamarli, come una volta, compagni e fratelli.
Certe volte hai bisogno di ritrovare i simboli, i colori, i canti che sono stati scenografia e colonna sonora delle tue ribellioni. Certe volte hai bisogno di ritrovare la memoria, di riannodare i fili di un percorso, di una storia annichilita dalla volgarità dilagante. Certe volte hai bisogno di fuggire da telefonini, telecomandi, televendite, telecazzate. Certe volte hai bisogno di guardare te stesso negli occhi per ritrovare coraggio, dignità, non disperazione…e allora ti tocca salire sui tetti, sotto un sole rovente estivo oppure sferzato dai gelidi venti d’inverno. E lì, dall’alto, appaiono più piccole le meschinerie e le miserie dei nostri tempi; sembra più piccolo anche il boss più potente.
E lì, in alto, ritrovi tutto quanto il tuo splendore di classe.

Dedicato alle compagne e ai compagni che sono sui tetti.

IL DONO NATALIZIO CHE LA LEGA OFFRE AI DELINQUENTI EVASORI

E SE ORGANIZZASSIMO...

...una serata da "seminatori di risate" dal titolo "10, 100,1000 barzellette su Berlusconi"?
PENSIAMOCI...io ci sto. Attendo proposte.

SEMINATORI DI RISATE

sabato 19 dicembre 2009

CLANDESTINI

Sono milioni, altroché. Irriconoscibili. Magari ogni giorno ne incontri a decine al bar, al supermercato, a cinema, in piazza. Ormai è un’invasione, sono dappertutto. E rubano, rubano. Almeno 200 miliardi all’anno, secondo le più recenti statistiche. Sono risorse enormi che costoro sottraggono con abilità, furbizia e con l’aiuto di leggi buoniste che gli consentono di farla sempre franca, evitando loro di incappare nella durezza delle pene previste per i loro reati.
Sono talmente sicuri dell’impunità che diventano sempre più audaci e tracotanti nel portare a termine i loro crimini, arrivando ad ostentare, senza alcuna vergogna, il frutto delle loro ruberie. E continuano a fregarci, costringendoci a pagare le conseguenze dei loro misfatti. Ma è ora di dire BASTA! Dobbiamo stanarli ad uno ad uno e punirli senza alcuna pietà e senza sconti. Devono capire che, se vogliono restare in Italia, devono rispettare le nostre leggi, altrimenti… via! Non dobbiamo farci ingannare dalla loro straordinaria capacità nel fingersi poverissimi o invalidi o, addirittura, nullatenenti. Nessuna pietà!
Non sappiamo chi sono, però sappiamo dove si riuniscono per portare a termine i loro progetti criminosi: gli studi dei fiscalisti! E’ lì che dobbiamo stanarli, questi maledetti evasori, e punirli duramente come fanno in America! Dobbiamo istituire il Finanziere di quartiere con il compito di controllare a tappeto il territorio per scovarli ovunque si annidino. Sarebbe bello vedere anche i finanzieri, insieme ai soldati e ai poliziotti, pattugliare le città. Per la sicurezza dei contribuenti onesti tartassati sempre di più a causa degli evasori clandestini protetti dalle leggi buoniste di questo governo leghista (scudo fiscale).

mercoledì 16 dicembre 2009

PROMEMORIA

Dal ‘94 ad oggi l’infinita serie di insulti del premier e dei suoi
di Peter Gomez e Marco Travaglio

Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ieri ha spiegato in Parlamento che dal 1994 è in corso in Italia "una campagna d’odio" contro Silvio Berlusconi. Fortunatamente il premier è intervenuto subito e dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopo la vergognosa e ingiustificabile aggressione subita domenica sera, ha ricordato che "l’amore vince sull’odio". Lo dimostrano, tra l’altro, le centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 15 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione. Ecco dunque una necessariamente breve antologia delle migliori frasi di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore.

Il bon ton con gli avversari
"Veltroni è un coglione" (Berlusconi, 3/9/95). "Veltroni è un miserabile" (Berlusconi, 4/4/2000). "Giuliano Amato, l'utile idiota che siede a Palazzo Chigi" (Berlusconi, 21/4/2000). "Prodi? Un leader d'accatto (Berlusconi, 22/2/95). "La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte" (Berlusconi, 29/9/96). "Prodi è la maschera dei comunisti" (Berlusconi, 22/5/2003). "Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi" (Berlusconi, 21/10/2006). "Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi". (Berlusconi alla scuola di formazione politica di Forza Italia, 2 luglio 2007)."Con Prodi a Palazzo Chigi è giusto dire: piove governo ladro" (Berlusconi, 10/4/2008). “Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas” (Berlusconi, 4/4/2000)."Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò" (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schulz, sul conflitto d’interessi, 2 luglio 2003). "Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo (Berlusconi, 17/1/2005).

Il rispetto per gli elettori
“Lei ha una bella faccia da stronza!” (alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava, 24/7/ 2003).“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005). "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006). “Le nostre tre “I”: inglese, Internet, imprese. Quelle dell’Ulivo: insulto, insulto e insulto” (27/5/2004).

L'armonia con gli alleati Berlusconi
“Parliamo della par condicio: se non abbiamo vinto le elezioni, caro Follini, è colpa tua che non l’hai voluta abolire”. Follini: “Io trasecolo. Credevo che dovessimo parlare dei problemi della maggioranza e del governo”. Berlusconi: “Non far finta di non capire, la par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto, visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset”. Follini: “Sulle reti Mediaset ho avuto 42 secondi in un mese”. Berlusconi: “Non dire sciocchezze, la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai”. Follini: “Ci mancherebbe pure che mi attacchino”. Berlusconi: “Se continui così, te ne accorgerai. Vedrai come ti tratteranno le mie tv”. Follini: “Voglio che sia chiaro a tutti che sono stato minacciato” (Discussione con l’Udc Marco Follini, secondo i quotidiani dell’11 luglio 2004).

La sacralità delle toghe
“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana... Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche” (Berlusconi, The Spectator, 10/9 2003). “In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca” (Berlusconi, dopo l’arresto del giudice Renato Squillante, 14/5/96. Ma il riferimento è per quelli che l’hanno arrestato). “I Ds sono i mandanti delle toghe rosse. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del potere” (Berlusconi, 1/12/99). “I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico” (Vittorio Sgarbi, “Sgarbi quotidiani”, Canale5, 16/9/94).“Gian Carlo Caselli è una vergogna della magistratura italiana, siamo ormai in pieno fascismo: si comporta come un colonnello greco, in modo dittatoriale, arbitrario, intollerante. I suoi atti giudiziari hanno portato alla morte” (Vittorio Sgarbi, 8/12/94). “Nelle mie televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi, perchè noi siamo liberali” (Berlusconi, 21/ 5/2006). "Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza del Pdl ancora in corso, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, ha parlato di una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti , che porta il paese sull'orlo della guerra civile" (Ansa, 29/11/09)

La fiducia nella democrazia
"Si è messo mano all’arma dei processi politici per eliminare l’opposizione democratica. Non siamo più una democrazia, ma un regime. Da oggi la nostra opposizione cessa di essere opposizione a un governo e diventa opposizione a un regime" (Berlusconi, dopo una condanna in primo grado tangenti, 8/8/98). “La libertà non si può più conquistare in Parlamento, ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione. Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord. Io sono certo di avere dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà” (Umberto Bossi al “parlamento padano”, presente Berlusconi, Ansa, 29/9/2007). "Boicotteremo il Parlamento, abbandoneremo l’aula, se necessario daremo vita a una resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia” (Berlusconi, 3/3/95). "In Italia c’è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c’è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole e nelle università, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei Tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità e ostile a tutto ciò che è privato" (Berlusconi, 5/4/2005). "Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa é la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti".(Berlusconi, 21/5/2009)

Il galateo istituzionale
“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista” (Berlusconi, La Stampa, 16/1/95). "Altro che impeachment! Scalfaro andrebbe processato davanti all’Alta Corte per attentato alla Costituzione. E di noi due chi ha maneggiato fondi neri non sono certo io. D’altra parte, Scalfaro da magistrato ha fatto fucilare una persona invocandone contemporaneamente il perdono cristiano. Bè, l’uomo è questo! Ha instaurato un regime misto di monarchia e aristocrazia” (Berlusconi 18/1/95). "Io non sono in contrasto con il capo dello Stato, non ne ho nessun motivo, anzi sono un suo sostenitore convinto. Ho con lui un rapporto molto cordiale" (Berlusconi, 28/2/95). "Ma vaffanculo!" (Berlusconi, accompagnando l’insulto con un gesto della mano, mentre il presidente emerito Scalfaro denuncia in Senato il «servilismo» della politica estera del suo governo nei confronti degli Usa sull’Iraq, 27/9/2002). "Italia vaffanculo" (Tre eurodeputati leghisti, commentando in aula a Strasburgo l'intevento del presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5/7/05). "Questi signori, che hanno vinto delle elezioni taroccate, hanno arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro" (Berlusconi, riferendosi al presidente, Giorgio Napolitano, 21/10/06).

da Il Fatto Quotidiano del 16 dicembre 2009

martedì 15 dicembre 2009

PER ME E' LA NOTIZIA DEL GIORNO

IL FALLIMENTO DI TREMONTI - CHI PAGHERA'?
Ancora in aumento il debito pubblico italiano. A ottobre, secondo i dati resi noti da Bankitalia, il debito pubblico si è attestato a 1.801,6 miliardi contro i 1.786,8 miliardi di settembre. Secondo i dati diffusi nel Supplemento al bollettino statistico, la tendenza al rialzo del debito va avanti da dicembre 2008: in un mese, tra settembre e ottobre, è cresciuto di 15 miliardi.

A PROPOSITO DI "ABBASSARE I TONI"

Cicchitto ha detto : "La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità". Poi ha aggiunto: "A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio". Deve essere chiaro a tutti che da questo momento i giornalisti de Il Fatto Quotidiano, come le altre persone elencate da Cicchitto, sono a rischio. Le parole durissime di questo importante esponente del partito di maggioranza relativa ci mettono tutti nel mirino. Non siamo però eccessivamente preoccupati. Sappiamo che il Paese è migliore di chi lo rappresenta in Parlamento non perché eletto dai cittadini, ma perché nominato dal principe di turno. Tra la stragrande maggioranza degli italiani, siano essi di destra o di sinistra, il "clima d'odio" evocato dai nostri piccolissimi politici per il loro misero tornaconto elettorale, non c'è. E quella che Cicchitto definisce una "campagna" è in realtà la semplice cronaca di fatti. Quella cronaca che, come giornalisti, abbiamo il dovere di fare. E che, qualunque cosa accada, continueremo a fare.
Gomez - Il Fatto quotidiano
P. S. La stampa di destra ha indicato, fra i mandanti morali, Bersani, Casini, Bindi e persino Fini.

lunedì 14 dicembre 2009

BERLUSCONI SI BATTE CON LA POLITICA, NON CON LE MINIATURE DEL DUOMO


Qualche anno fa moriva un noto politico democristiano. Aveva battuto la testa a causa di una caduta in barca.L'indomani un giornale, vicino politicamente al partito del politico,titolò, con involontaria ironia:"Era un politico di grande equilibrio".
Ieri è accaduto qualcosa di simile. Alla fine del suo comizio Berlusconi aveva dichiarato:"Vogliono buttarmi fango addosso". Poco dopo, però, gli hanno buttato altro.
Approfitto per porgere personalmente al premier gli auguri per una rapida guarigione, la mia umana solidarietà e la contrarietà assoluta nei confronti di un gesto di brutale violenza, ed esprimo le stesse cose per i lavoratori vittime, ogni giorno, di una inaudita violenza perpretata da chi NON rispetta le norme sulla sicurezza.

LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE DEL PDL, OVVERO LA “COSTITUZIONAL CARD”

PRINCIPI FONDAMENTALI

L’Italia è una Repubblica fallocratica, fondata sul lavoretto delle Veline. La sovranità appartiene al Popolo Della Libertà che la esercita nelle belle forme e senza limiti.

La Repubblica riconosce e garantisce alla bella Velina i diritti inviolabili, sia come single sia nelle trasmissioni TV ove si svolge la sua personalità.

Non tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge; vanno opportunamente considerate le distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine estetico che impediscono il pieno sviluppo di petto e fianchi.

La Repubblica riconosce a tutte le cittadine il diritto ad una terza abbondante e promuove le cure, gli strumenti e la lingerie che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadina ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità, una attività o una funzione che concorra al piacere materiale della società.

La Repubblica, una, nessuna e centomila, riconosce e promuove le libere attività nei bilocali; richiede particolari servizietti a coloro che accedono alle cariche dello Stato; per accedere ai ruoli di ministra o sottosegretaria, invece, è necessario superare brillantemente una prova orale (fellatio sine qua non).

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche e tutti coloro che non parlano l’italiano, cioè il 90% dei cittadini.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, complici. I loro rapporti sono regolati dai Patti di Genuflessione.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge, a patto che riconoscano la superiorità di quella cattolica.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura televisiva e la ricerca di talenti nello spettacolo. Tutela il paesaggio e la casa del “Grande Fratello”.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto dello Zimbabwe. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge incisa su pietra per volontà di Hammurabi. Lo straniero ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, solo se dispone di un reddito superiore ai 100.000 euro. Nel caso di patrimonio superiore al milione di euro, non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati di qualsiasi tipo.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, a meno che non lo richieda espressamente il Presidente americano.

La bandiera della Repubblica è il tricologico italiano: verde, bianco e nero, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

mercoledì 9 dicembre 2009

LA POLITICA DEL FANNULLINO

E’ il fannullino, dentro di lui, che ha paura del buio, poiché al buio vede o crede di vedere gli oziosi; quello che alla luce sogna o sembra sognare di essere più amato della Cuccarini; quello che parla ai sindacati, agli industriali, ai banchieri, alle nuvole e alle stelle di destra: che popola l’ombra di fantasmi fannulloni e il cielo di Cavalieri. Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai capiufficio; egli è quello che in tivu pronuncia, scuotendo la testa, tre volte la parola molesta che ci scogliona. Egli ci fa perdere la pazienza, quando noi andiamo per i fatti nostri, perché ora vuol vedere la cgil che firma, ora vuol a disposizione un ufficio sul Canal Grande, ora vuol punire gli ammalati. E ciarla intanto, senza chetarsi mai; e, senza di lui, non solo non vedremmo tante cose a cui non badiamo…perché egli è l’Adamo che mette i tornelli dappertutto, perché, da fannullino, ama le giostre. Egli scopre nelle cose le somiglianze e le relazioni più ingegnose: sommando emolumenti del suo ministero e del suo seggio parlamentare, aumenta gli zeri dei suoi versamenti. Impicciolisce per poter vedere, senz’essere visto; vorrebbe ingrandire per poter ammirare. E’ il fannullino, dentro di lui, che lo sospingeva ad altre piacevoli incombenze, quand’era sul seggio in Europa. Ma forse il fannullino tace in voi, professori, poiché avete troppo cipiglio; e voi non lo udite, dipendenti statali, tra il vostro invisibile e assiduo impegno. Ma in tutti è, voglio credere. Siano docenti o amministrativi, operatori sanitari o della sicurezza; comunali, provinciali o regionali.

giovedì 3 dicembre 2009

A PORDENONE IL "NO BRUNETTA DAY"

Sabato 5 dicembre, alle ore 10.30, ci vediamo davanti al tribunale di Pordenone per una consegna collettiva dell'esposto contro il mini-stro Brunetta. Porterò con me tutta quanta la mia indignazione e la mia determinazione a tenere alta la soglia della mia dignità come cittadino e come lavoratore. Non permetterò più a chiunque,di minacciarmi e di offendermi, nè tantomeno ad un ministro che ha fatto carriera all'ombra di De Michelis che si vanta di essere stato consigliere economico di Craxi e di Berlusconi. Nel primo caso, il debito pubblico raddoppiò; nel secondo Fini fece cacciare Tremonti dal governo perchè aveva truccato i conti, facendoci fare una meschina figura in Europa. Ancora oggi, noi tutti, stiamo pagando le conseguenze di quelle scellerate scelte economiche "consigliate" dall'attuale ministro Brunetta. Infine, da parlamentare europeo, si è distinto per l'elevato assenteismo. Altro che meritocrazia! Altro che fannulloni!Attualmente il nostro percepisce gli stipendi da ministro, parlamentare e docente universitario. Ovviamente NON può svolgere bene le sue tre funzioni. Allora, se vuole fare bene il ministro farebbe bene a dimettersi dalle altre due cariche. Altrimenti diventa un...fannullone! Infine un'ultima considerazione: NON CI FANNO PAURA! Con la nostra iniziativa saremo idealmente vicini alle centinaia di migliaia di italiani che a quell'ora saranno in viaggio per raggiungere Roma e partecipare al "NO B(erlusconi) DAY". Coraggio! Su la testa!

mercoledì 2 dicembre 2009

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI……………………

Atto di esposto/denuncia

I sottoscritti deducono quanto segue.
In occasione della presentazione di una prossima novella legislativa,
il Ministro della Pubblica Funzione Renato Brunetta, nel descrivere alcuni strumenti
che a suo dire il cittadino avrebbe in sua facoltà per pretendere l'ottenimento della prestazione da parte del dipendente pubblico, ha affermato: . «E' la più grande riforma della legislatura - dichiara Brunetta - è il bastone in mano al cittadino. Lo standard diventa esigibile e se il cittadino non riceve quel bene o quel servizio secondo lo standard, può dire al funzionario “io ti faccio un mazzo così” (v. articolo che si allega)».
Ora, l'espressione "ti faccio un mazzo così" integra pacificamente il delitto di minaccia previsto dall'art. 612 c.p. e il comportamento del Ministro è diretto inequivocabilmente ad esortare il cittadino a commettere un reato.
Per tali ragioni, si domanda se tale condotta costituisce "Istigazione a delinquere" reato descritto all'art. 414, primo comma n°1) c.p. nel quale è prevista una pena da uno a cinque anni, trattandosi la minaccia di un delitto.
Con osservanza.

ESPOSTO CONTRO BRUNETTA

Lunedì 30 novembre, alle ore 10.30, ho depositato in Procura a Pordenone l’esposto che trovi in allegato. Ci tenevo ad essere il primo.
Naturalmente, chi volesse condividere con me tale piacere, è benvenuta/o.
Essendo le Procure aperte solo di mattina, sabato compreso, si potrebbe ipotizzare una consegna di massa
SABATO 5 DICEMBRE – ORE 10.30
In ogni caso chiunque può, individualmente, consegnare l’esposto (in allegato) nella Procura della città in cui risiede, negli altri giorni della settimana.
Ricordati di firmarlo allo sportello e non prima e di portare un documento d’identità.
Ricordati pure di consegnare l’articolo (in allegato) perché citato nell’esposto.
Io sarò sabato 5 dicembre alle 10.30, davanti al tribunale di Pordenone, ove risiedo, in attesa dei cittadini della provincia di Pordenone.
Potrebbe essere per tutti una data simbolo (NO Brunetta day), per consegnare in tutte le procure d’Italia lo stesso esposto.
E ho detto tutto!